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Legge Gelli, il problema della gestione della sinistrosità pregressa

Legge Gelli, il problema della gestione della sinistrosità pregressa

Su questo tema l'intervento di Giovanni Capanna gestore sinistri di Capanna Group Srl

Con l’entrata in vigore dei Decreti Attuativi della legge Gelli che prevedono una Assicurazione “obbligatoria” (nelle forme e termini previsti) per realtà sanitarie sia pubbliche che private, le stesse dovranno affrontare il problema della gestione della sinistrosità pregressa originata sia da forme di autoassicurazione totale che parziale (SIR). Crediamo che fornire delle soluzioni operative che agevolino tali strutture nel passaggio graduale da autoassicurazione (totale o parziale) a nuove forme di assicurazione, costituisce un valido supporto alle realtà sanitarie che manifesta la volontà di sostenere tali strutture evitando che “l’imposizione” dell’assicurazione possa essere interpretata in maniera fuorviante rispetto allo spirito della Legge.

Inoltre un strutturata analisi della sinistrosità pregressa con valutazione dei criteri di riservazione applicati (se presenti) ed eventuale revisione degli importi a riserva, porterà a produrre una “certificazione delle riserve” per ogni singola struttura; questa certificazione consentirà di avere un quadro dell’ammontare complessivo degli importi a riserva più imparziale ed attinente alla realtà ed anche di presentare tali dati in un eventuale bando di gara per una possibile copertura assicurativa. Prossimamente la tematica potrebbe essere approfondita con una proposta operativa che spazi dai criteri di analisi della sinistrosità pregressa a proposte operative di gestione della stessa attraverso eventuali forme di bonifica portafoglio sinistri etc.

Altro tema di interesse riguarda l’analisi specifica dei dati sulla sinistrosità MedMal a supporto delle competenze attuariali. Nella nostra ventennale esperienza di gestione sinistri MedMal in tutto il territorio nazionale, abbiamo sperimentato – soprattutto per il mondo assicurativo anglosassone – un approccio attuariale, di stampo prevalentemente statunitense, che non teneva in debito conto quanto segue:

a. Specificità del territorio dove avvengono i sinistri (che per esempio varia moltissimo da regione a regione ed anche da città a città)

b. L’ampia discrezionalità del giudice rispetto ad una decisione simile su un altro caso MedMal che non “costituisce un precedente” da applicare necessariamente come negli ordinamenti di Common Law e che di solito integra solo un orientamento giurisprudenziale.

c. Gli orientamenti giurisprudenziali favorevoli con particolare riferimento alle sentenze della Cassazione.

d. Capacità negoziale in fase stragiudiziale. Questa approssimazione sull’analisi della sinistrosità del mondo assicurativo anglosassone, ha portato ad una visione complessiva del rischio non conforme alla realtà che ha contribuito a determinare un processo di uscita, spesso frettoloso, dal rischio MedMal italiano.

Queste analisi sono state peraltro successivamente smentite dalla gestione che abbiamo svolto nei vari run-off per conto di Compagnie di Assicurazione che sono “uscite” dal rischio dimostrando che gli importi complessivi che erano stati messi a riserva (dopo le indicazioni dei loro attuari) erano generalmente sovrastimati rispetto agli importi effettivamente pagati. A questo riguardo, riteniamo che istituire un tavolo tecnico dove l’esperienza del Loss Adjuster si mette a servizio delle competenze attuariali, possa aiutare a costruire un modello di riferimento più attinente alla realtà anche ai fini di un approccio assicurativo più conforme alle reali esigenze dell’assicurato. E arriviamo così alla definizione delle modalità operative per dimostrare attinenza a linee guida.

Stabilire le modalità operative – anche processualmente valide – con cui il medico e la struttura possano dimostrare di essersi attenuti alle linee guida validate e pubblicate online dall’Istituto Superiore di Sanità, così come previsto dalla Legge Gelli. Tali modalità, permetterebbero una previsione normativa di più facile ed immediata applicazione consentendo realmente di decongestionare le richieste di risarcimento ed il possibile contenzioso. Per arrivare a questo occorre che i soggetti coinvolti adottino procedure certe e tracciabili che permetteranno loro sia di difendersi meglio sia di ottenere delle quotazioni assicurative più contenute per via della maggiore possibilità di respingere richieste infondate.

Giovanni Capanna Loss Adjuster (Gestore Sinistri) Capanna Group Srl

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Dl Rilancio, buona notizia premi a operatori sanitari impegnati nell’emergenza Covid

Dl Rilancio, buona notizia premi a operatori sanitari impegnati nell'emergenza Covid

Così il presidente della FIIS, Federico Gelli, commenta l'approvazione da parte della Camera del Decreto Rilancio

Dopo gli stanziamenti del Decreto Cura Italia, con il Decreto Rilancio arriva ora una nuova iniezione di liquidità per il Sistema sanitario nazionale. L’approvazione in prima lettura alla Camera porta con sé molte novità per la sanità. Tra queste, di particolare rilievo quelle riguardanti il personale sanitario, quali il premio fino a 2.000 euro per gli operatori impegnati in questi mesi per l’emergenza Covid, un nuovo incremento dei contratti della specialistica in medicina e l’estensione delle norme in favore delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata anche agli operatori sanitari caduti o rimasti invalidi a causa del Covid-19″.

“Non manca un ulteriore potenziamento dell’assistenza territoriale, risultata l’anello debole in questi mesi di emergenza. Proprio questa emergenza ci ha permesso di comprendere a pieno l’importanza di avere un efficiente servizio di presa in carico sul territorio. Viene ora prevista, da parte delle Regioni, l’istituzione di reti di lavoratori di microbiologia per le diagnosi da Sars-Cov-2, così come l’introduzione dell’infermiere di famiglia o di comunità. L’auspicio è quello che il Governo prosegua su questa strada e colga l’attuale crisi come un’occasione per continuare ad implementare e migliorare il Servizio sanitario nazionale, in modo da farsi trovare pronto a possibili future emergenze”, conclude Gelli.

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Dl Rilancio, bene finanziamento nuovi contratti per specialistica in medicina

Dl Rilancio, bene finanziamento nuovi contratti per specialistica in medicina

Il Presidente della FIIS Federico Gelli commenta l'approvazione degli emendamenti alla Camera

“Bene il Parlamento con l’autorizzazione al finanziamento di nuovi contratti per la specialistica in medicina. In questo modo poniamo le basi per evitare nel prossimo futuro di poterci trovare nuovamente in condizioni di grave carenza di personale e, soprattutto, si prova a superare quanto più possibile quell’imbuto formativo che ci trasciniamo dietro da troppi anni”.

Così Federico Gelli, presidente della Fondazione Italia in Salute commenta l’approvazione degli emendamenti al Decreto Rilancio da parte della Commissione Bilancio della Camera. “Un plauso, inoltre, per la prevista estensione norme in favore delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata a quegli operatori sanitari vittime del Covid-19. Lo Stato ha il dovere di far sentire la sua presenza nei confronti delle famiglie di chi ha sacrificato la propria vita nel corso di questa drammatica emergenza per mettersi al servizio della comunità e salvare le vite altrui”, conclude Gelli.

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Mes, SSN ha bisogno di risorse, Governo non perda occasione

Mes, SSN ha bisogno di risorse, Governo non perda occasione

Lo ha dichiarato Federico Gelli Presidente della Fondazione Italia in Salute

“Il Governo non perda l’occasione di utilizzare gli enormi fondi messi a disposizione dal Mes. Il Servizio sanitario nazionale, dopo lo sforzo immane fatto per affrontare l’emergenza Covid, ha bisogno di quelle risorse non solo per farsi trovare pronto ad una possibile nuova ondata, ma anche per migliorare la qualità dell’assistenza, superare lo storico gap tra Nord e Sud del Paese e usare il comparto come un volano per la ripresa economica del Paese”. Così il presidente della Fondazione Italia in Salute, Federico Gelli, commenta quanto dichiarato ieri dal segretario Pd Nicola Zingaretti al Corriere della Sera.

“È interessante anche l’idea lanciata dal capogruppo dem al Senato Marcucci di un Garante che potrebbe sovrintendere ad una migliore utilizzazione di questi fondi per il Servizio sanitario nazionale. Questo spunto potrebbe magari convincere anche i partner più scettici della maggioranza a lasciare da parte le incertezze, per poter così rilanciare in maniera importante la sanità pubblica”, conclude Gelli.

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Accordo su vaccino è grande notizia, sia bene pubblico e non privilegio per pochi

Accordo su vaccino è grande notizia, sia bene pubblico e non privilegio per pochi

E' questo il commento di Federico Gelli Presidente FIIS all'annuncio del Ministro Speranza.

“È una grande notizia per l’Italia e per l’Europa quella annunciata oggi dal ministro Speranza durante gli Stati Generali. Possiamo dire con orgoglio che, anche grazie al nostro Paese, nel prossimo futuro avremo un approvvigionamento fino a 400 milioni di dosi di vaccino contro il Covid-19 da destinare a tutta la popolazione europea. Sappiamo che il vaccino sarà l’unico strumento che ci permetterà di superare definitivamente l’emergenza, ed è dunque doveroso che questo venga considerato un bene pubblico e non un privilegio per pochi”.  Così il presidente della Fondazione Italia in Salute, Federico Gelli, ha commentato la notizia dell’accordo siglato dai Ministri della Salute di Italia, Germania, Francia e Olanda con AstraZeneca per la fornitura del vaccino contro il Covid-19.

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Per il post Covid servono 10mila medici in più, Mes occasione da non perdere

Per il post Covid servono 10mila medici in più, Mes occasione da non perdere

Gelli (FIIS): "E' necessario mettere il SSN nelle condizioni di evitare un nuovo picco di mortalità".

“Il Mes rappresenta un’occasione che la sanità italiana non può perdere. Anche perché, conclusa la fase più acuta dell’emergenza Covid, dobbiamo da subito mettere il SSN nelle condizioni di evitare un nuovo picco di mortalità a causa di tutte le altre patologie trascurate negli ultimi mesi”. Ne è convinto il presidente della Fondazione Italia in Salute, Federico Gelli.

“Sappiamo già, ad esempio, che per le patologie cardiovascolari è stato già registrato un incremento netto del 10% di mortalità. Vi è poi un ritardo enorme negli screening per l’individuazione precoce dei tumori. E sono stati rinviati circa 400.000 interventi chirurgici. Per recuperare tutto questo si dovrebbe riuscire ad incrementare l’attività ordinaria. Dovremo quindi, da una parte aumentare la dotazione di posti letto per non rimanere in coda alle classifiche europee, e dall’altra procedere a nuove assunzioni. Gli stanziamenti previsti dal Decreto Rilancio non sono sufficienti, il SSN ha bisogno di assumere un numero più significativo di camici bianchi. Secondo i calcoli dell’Anaao Assomed, serviranno 10.000 medici per far fronte all’incremento di posti letto e per recuperare tutto ciò che è rimasto fermo negli ultimi mesi”, ha spiegato Gelli.

“Vanno poi rinnovate le tecnologie per lo più obsolete che abbiamo nei nostri ospedali. E va risolto una volta per tutte il problema dell’imbuto formativo che ci trasciniamo dietro da troppi anni. Sul piano della digitalizzazione – ha proseguito – come suggerito dal gruppo di esperi guidato da Colao, si potrebbe poi ipotizzare un investimento per la realizzazione di un Ecosistema Digitale Salute a livello nazionale, che connetta tutti gli attori della filiera e renda disponibili tutti i dati sanitari del paziente agli operatori autorizzati, per permettere una cura integrata a casa, presso strutture sanitarie pubbliche/private e in ospedale, attraverso personalizzazione, monitoraggio ed interventi più efficienti”.

“Non dimentichiamo infine la ricerca scientifica e tecnologica. Quest’ultima può rappresentare un volano di sviluppo anche per il nostro sistema delle imprese, che possono porsi all’avanguardia nell’esportazione di prodotti e servizi innovativi e know-how”, ha concluso Gelli.

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