Le sfide per il diritto alla salute

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L’editoriale del presidente Maurizio Hazan – 21 dicembre 2023

Care amiche e cari amici,

si chiude un altro anno molto significativo per la Fondazione Italia in Salute. Un anno che si è concluso con l’iniziativa dello scorso 14 dicembre a Roma sullo stato dell’arte della Legge 24/2017 e, soprattutto, sulle sue prospettive future.
Il convegno ha rappresentato un’occasione molto importante per presentare i primi risultati maturati alla luce del grande lavoro svolto dalla Fondazione e dai tanti esperti che hanno voluto aderire al tavolo tecnico di revisione che, come molti già sapranno, abbiamo istituito il 10 maggio scorso. Colgo l’occasione per ringraziare gli ospiti che hanno accettato di condividere con noi una giornata di riflessione sull’argomento: contiamo sulla loro preziosa collaborazione anche per poter proseguire il lavoro e approfondire tanto i temi trattati nel nuovo Quaderno – il numero 6 – quanto quelli ulteriori emersi nel corso del dibattito. Ringrazio in particolar modo il ministro della Salute Orazio Schillaci per la sua partecipazione, segno che il dialogo della Fondazione Italia in Salute con le istituzioni è costante: non faremo mai mancare il nostro contributo al dibattito pubblico sulla sanità e l’occasione del convegno ne ha offerto plastica dimostrazione.

Come noto, il tavolo tecnico “lavora” sui temi nodali della gestione del rischio, delle correlate responsabilità, dei sistemi risarcitori/indennitari, delle coperture assicurative e della prevenzione dei conflitti: sullo sfondo, e anzi in primo piano, la difesa dei valori e dei principi – oggi più che mai irrinunciabili – sui quali la Legge 24/2017 si fonda, nella costruzione di un sistema di sanità sicura, responsabile e sostenibile.
Il bilanciamento degli interessi coinvolti a vario titolo, talvolta apparentemente divergenti ma in realtà del tutto omogenei sul piano delle finalità perseguite, presuppone un dialogo e una piena cooperazione tra gli interlocutori di riferimento. In tale prospettiva, la Fondazione Italia in Salute si pone l’obiettivo di farsi strumento per agevolare il dibattito, il confronto e la messa a sistema delle preziose esperienze riunite al tavolo. Non si tratta tanto – e comunque non solo – di immaginare possibili interventi normativi a integrazione della Legge Gelli-Bianco, ma, soprattutto, di promuovere maggiore coesione tra tutti gli stakeholders per dare una più concreta attuazione ai princìpi che la sorreggono.

Il quaderno numero 6, che già traccia alcune coordinate di fondo, costituirà dunque la base per il successivo dibattito da far confluire in una più strutturata pubblicazione che, già approvata da un’importante casa editrice, accoglierà anche i singoli contributi dei componenti del tavolo e che ambirà a fornire un valido strumento di ricognizione dello stato dell’arte, di ausilio alle future riflessioni istituzionali e, auspicabilmente, di sostegno alla concreta realizzazione di modelli operativi aggiornati e razionali. Sarà dunque nostra cura tornare presto da voi, per coinvolgervi fattivamente in questo ambizioso progetto.

Nel frattempo non ci resta che augurare buone Feste a tutti i soci e agli amici della Fondazione Italia in Salute, con la certezza di ritrovarci insieme, nel 2024, per proseguire il percorso che ci siamo prefissati di affrontare insieme a voi, tutti insieme con un grande obiettivo!

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Un sistema di sanità responsabile e sostenibile Nel nuovo Quaderno della Fondazione il lavoro del tavolo tecnico per la revisione e l’aggiornamento della Legge 24/2017 Il ministro della Salute Orazio Schillaci: “Con la norma, più sicurezza delle cure ai pazienti e maggior serenità dei professionisti della sanità”

Roma, 18 dicembre 2023 – A sei anni dalla sua approvazione, in un incontro che si è tenuto a Roma alla presenza, tra gli altri, del Ministro Schillaci, si è parlato dello stato dell’arte della Legge Gelli-Bianco, norma che ha impresso una fondamentale svolta riformista alla materia della responsabilità sanitaria in Italia. Si è parlato in particolare degli importanti risultati già raggiunti dalla legge, di ciò che ancora deve trovare attuazione e delle prospettive future.

Federico Gelli direttore Sanità, welfare e coesione sociale della Regione Toscana, ha introdotto i lavori.

“La 24/2017 nasce come legge di iniziativa parlamentare trasversale tra le forze politiche: a sei anni dalla sua approvazione intendiamo rafforzare e aggiornare i principi che la ispirano. La sicurezza delle cure diventa parte integrante del diritto alla salute nel rispetto del principio Costituzionale. La norma parte dal tema della prevenzione, dell’organizzazione e della gestione del rischio nelle nostre realtà sanitarie e punta a recuperare l’alleanza terapeutica che era venuta meno a causa dell’eccessivo contenzioso a carico degli operatori sanitari, conseguenza anche dell’affermarsi di una giurisprudenza penalizzante e ingiusta per gli stessi. L’iniziativa è stata organizzata per presentare ai tanti intervenuti l’importante lavoro del tavolo tecnico voluto dalla Fondazione Italia in Salute, riassunto in un nuovo Quaderno che sarà oggetto di ulteriori approfondimenti e che consegneremo alla Commissione sulla colpa medica istituita dal Ministero della Giustizia, alla Commissione Salute del Senato e della camera ai Ministeri della Salute e della Giustizia”.

Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, che ha partecipato all’iniziativa ha detto che “la Legge Gelli-Bianco ha avuto il grande merito di definire le coordinate per garantire una maggiore sicurezza delle cure ai pazienti, rafforzando il sistema di gestione e prevenzione del rischio sanitario, e al contempo offrire maggiore serenità a chi eroga le cure: medici e infermieri.  Un impianto normativo che, a distanza di sei anni, conserva tutta la sua validità, ma richiede aggiustamenti che tengano conto della necessità di arginare il fenomeno della medicina difensiva e delle richieste che provengono dai nostri medici di depenalizzare la responsabilità sanitaria. Ritengo che la valorizzazione del personale sanitario, oltre a una migliore retribuzione economica, richieda condizioni organizzative che consentano agli operatori della sanità di lavorare in serenità e in sicurezza. Tutelare il personale sanitario significa, infatti, garantire migliori cure ai cittadini; vuol dire assicurare che la prescrizione di un esame diagnostico sia volta a offrire il miglior beneficio di salute al paziente e non a evitare un contenzioso giudiziario; un ruolo fondamentale, in tal senso, lo svolge la Commissione presieduta da Adelchi D’Ippolito sulla colpa professionale medica. Altro grande obiettivo è aumentare il coinvolgimento dei pazienti e dei loro familiari, per restituire centralità all’alleanza terapeutica e rinsaldare la fiducia dei cittadini nel Servizio Sanitario Nazionale.

Un sistema sanitario che, anche grazie alla Legge Gelli-Bianco, ha compiuto importanti passi avanti riguardo alla gestione e soprattutto prevenzione del rischio. Un settore al quale dobbiamo, però, prestare maggiore attenzione perché non sempre è adeguatamente valorizzato.

Infine, vorrei ricordare e sottolineare il ruolo centrale dell’Osservatorio nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza in sanità, istituito ad Agenas proprio dalla Legge Gelli-Bianco. È un organismo che contribuisce a potenziare la capacità del sistema sanitario di garantire sicurezza delle cure attraverso la raccolta di dati sugli eventi avversi, sulle cause ed entità del contenzioso, la definizione ed elaborazione di linee guida, nonché lo scambio di buone pratiche”.

“Il convegno ha rappresentato un’occasione molto importante per presentare i primi risultati maturati alla luce del grande lavoro svolto dalla Fondazione e dai tanti esperti che hanno voluto aderire al nostro tavolo. Ci siamo confrontati sul presente e sul futuro della Legge 24/2017 – commenta Maurizio Hazan, presidente della Fondazione Italia in Salute –. Ringrazio gli ospiti che hanno accettato di condividere con noi una giornata di riflessione sull’argomento: contiamo sulla loro preziosa collaborazione anche per poter proseguire il lavoro e approfondire tanto i temi trattati nel Quaderno quanto quelli ulteriori emersi nel corso del dibattito. Ringrazio in particolar modo il ministro Schillaci per la sua partecipazione, segno che il dialogo della Fondazione Italia in Salute con le istituzioni è costante: non faremo mai mancare il nostro contributo al dibattito pubblico sulla sanità e l’occasione del convegno è stata perfetta.

Il tavolo tecnico ‘lavora’ sui temi nodali della gestione del rischio, delle responsabilità, dei sistemi risarcitori/indennitari, delle coperture assicurative e della prevenzione dei conflitti e ha come obiettivo una revisione della Legge 24/2017 per rafforzarne i princìpi, confermandone l’impianto, individuando nel contempo le aree di intervento per migliorarla e aggiornarla. Si tratta di una norma che, per citare un concetto fondamentale, ha rappresentato una svolta irreversibile nel percorso della responsabilità sanitaria perché ha segnato il passaggio dalla logica del risarcimento a quella della sua prevenzione, attraverso la costruzione di un sistema di sicurezza fondato sulla necessaria adozione di misure organizzative e di gestione del rischio finalizzate alla costruzione, al controllo e al monitoraggio del percorso di cura”.

Nel nuovo Quaderno della Fondazione sono state introdotte le tematiche affrontate durante il convegno da: Nino Cartabellotta (presidente Fondazione GIMBE), Paolo Crea (vice procuratore generale Corte dei Conti della Regione Lazio), Flavio Civitelli (vice segretario nazionale ANAAO Assomed), Antonio D’Urso (vicepresidente nazionale FIASO), Francesco Zaffini (presidente della Commissione Salute del Senato della Repubblica) e Adelchi D’Ippolito (magistrato e presidente della Commissione ministeriale per lo studio e l’approfondimento delle varie e complesse problematiche relative alla colpa professionale medica).

Ad esempio, per D’Ippolito “grazie alla Legge 24/2017 è stato intrapreso il percorso di serenità del professionista sanitario, che ha sicuramente dei benefici nel prosieguo del suo operato quotidiano. La Legge ha rappresentato un perfetto punto di equilibrio, un punto di partenza, per una tematica molto complessa come il rapporto tra la sanità e la giustizia”.

Mentre per Zaffini “occorre necessariamente tenere in considerazione i conti, garantendo, nel contempo il più possibile il diritto alla salute e contrastare il burn out dei professionisti della sanità”.

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La Legge 24/2017 a sei anni dalla sua approvazione: proposte di revisione e possibili sviluppi Giovedì 14 dicembre, a Roma, il lavoro del tavolo tecnico e il nuovo Quaderno della Fondazione Presente il ministro della Salute Orazio Schillaci

Discutere del panorama sanitario italiano oggi, dei cambiamenti che la Legge 24/2017 ha portato nel campo del contenzioso e della responsabilità sanitaria ma soprattutto valutare, insieme alle istituzioni ed ai tanti presenti, le prospettive future per questa norma che nel 2023 ha compiuto sei anni. Tutto questo sarà affrontato a Roma, giovedì 14 dicembre, in occasione dell’iniziativa organizzata dalla Fondazione Italia in Salute nella sala Capranichetta dell’Hotel Nazionale (piazza di Monte Citorio 131).

Sarà presente, tra gli altri, il ministro della Salute Orazio Schillaci.

Si parte alle 10 con la registrazione dei partecipanti, poi toccherà a Federico Gelli, direttore Sanità, welfare e coesione sociale della Regione Toscana, nonché presidente onorario della Fondazione Italia in Salute, introdurre il convegno. A seguire, il presidente della Fondazione, l’avvocato Maurizio Hazan, illustrerà il lavoro svolto dal tavolo tecnico sulla Legge 24/2017, le analisi fatte insieme ad importanti giuristi, associazioni di categoria, mondo sindacale e società scientifiche e le possibili revisioni della norma.

Largo spazio sarà dato agli interventi.

Nino Cartabellotta (presidente Fondazione GIMBE), Paolo Crea (vice procuratore generale Corte dei Conti della Regione Lazio), Pierino Di Silverio (segretario nazionale ANAAO Assomed), Tiziana Frittelli (presidente nazionale Federsanità) e Giovanni Migliore (presidente nazionale FIASO).

Di primo piano la presenza istituzionale, a partire dal ministro della Salute, Orazio Schillaci, che parteciperà al convegno insieme a Francesco Zaffini (presidente della Commissione Salute del Senato della Repubblica) e Adelchi D’Ippolito (magistrato e presidente della Commissione ministeriale per lo studio e l’approfondimento delle varie e complesse problematiche relative alla colpa professionale medica).

“Il convegno che organizziamo a Roma è un’occasione molto importante per presentare il grande lavoro svolto da tutti gli organi della Fondazione e dai tanti esperti che hanno voluto aderire al tavolo. Ci confronteremo sul presente e sul futuro della Legge 24/2017 – commenta Maurizio Hazan, presidente della Fondazione Italia in Salute –. Ringrazio fin da ora gli ospiti che hanno accettato di condividere con noi una giornata di riflessione sull’argomento, anche alla luce degli imminenti decreti attuativi annunciati dal governo e su cui spingiamo da diverso tempo. Oltre, ovviamente, al nostro intervento nella Commissione ministeriale per lo studio e l’approfondimento delle varie e complesse problematiche relative alla colpa professionale medica. Ringrazio in particolar modo il ministro Schillaci per la sua partecipazione, segno che il dialogo della Fondazione Italia in Salute con le istituzioni è costante: non faremo mai mancare il nostro contributo al dibattito pubblico sulla sanità, a partire da iniziative come quella del 14 dicembre”.

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Linee guida per la prevenzione e il controllo del COVID-19 nei luoghi di cultura.

Con  la “fase 2” dell’emergenza da Covid-19, ConfCultura mette a disposizione di musei e operatori un prontuario con le linee guida per la prevenzione del contagio, formulato dagli esperti della Fondazione Italia in Salute. Il documento, la cui redazione è stata curata da Fidelia Cascini, responsabile del Programma di Ricerca della Fondazione, è reso disponibile gratuitamente online da ConfCultura – associazione che aggrega le più importanti imprese private che si occupano della gestione e dello sviluppo dell’ecosistema culturale – e ha lo scopo di promuovere l’adozione di misure organizzative e comportamentali per contenere la diffusione del Covid-19 e operare in sicurezza nei luoghi di cultura quali musei, siti e parchi archeologici.

Il Paper della
Fondazione Italia in Salute

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    I numeri del Servizio Sanitario Nazionale

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    Quarant’anni fa, con legge del 1978, veniva istituito il Servizio Sanitario Nazionale, il primo servizio universalistico di garanzia delle cure voluto dal primo ministro della Salute donna, Tina Anselmi.

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    L’incidenza della spesa sanitaria in Italiana sul PIL compresa la sanità privata nel 2018. La spesa pubblica rappresenta il il 6,6% del PIL

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    I miliardi di euro per il costo nel 2018 del Servizio Sanitario Nazionale.

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    Numero degli operatori della sanità (dato ragioneria generale dello stato 2016).

    Fondazione Italia in Salute