Coronavirus, Palermo (Anaao): "Serve tutelare la salute degli operatori sanitari"

"Abbiamo bisogno di più posti letto e più assunzioni"

Tutelare la salute degli operatori sanitari, aumentare la dotazione di posti letto, realizzare un piano straordinario di assunzioni e rafforzare le terapie intensive. Queste le direttive lungo cui il Governo dovrebbe muoversi, secondo il segretario nazionale Anaao Assomed Carlo Palermo, per fronteggiare il pericolo rappresentato dalla diffusione del coronavirus nel nostro Paese.
“Il nostro pensiero va, soprattutto a coloro che operano nelle strutture direttamente coinvolte nel contenimento dell’epidemia, i quali con grande senso di responsabilità e attaccamento al servizio, in alcuni casi con atti di vero eroismo, sopperiscono a inevitabili problemi organizzativi e perfino ad ingiustificabili ritardi, ed omissioni, da parte delle amministrazioni interessate”.

“Tutti gli operatori stanno, con abnegazione, dando il massimo in una situazione che era già prossima al collasso, a causa delle disastrose politiche di risparmio adottate negli ultimi 10 anni, che hanno comportato una gravissima carenza di personale e di posti letto, il cui impatto oggi rischia di indebolire la risposta ai casi più gravi della sindrome Covid-19 che richiedono un supporto ventilatorio”, spiega Palermo.
“Ricordiamo infatti che, in 10 anni di politiche di risparmi sulla sanità, sono stati tagliati ben 70.000 posti letto. Abbiamo una dotazione di circa 3 posti letto ogni 1.000 abitanti contro una media UE di 5 per 1.000 abitanti. Inoltre, sul fronte degli operatori, già oggi partiamo da una carenza di circa 50.000 persone a livello di personale sanitario – spiega il segretario nazionale Anaao -.

In una situazione simile, se dobbiamo gestire centinaia o migliaia di posti letto in più, far lavorare H24 i laboratori analisi, quelli di virologia, le radiologie e così via, devono necessariamente saltare tutte le restrizioni presenti. Serve un grande piano di assunzioni per far fronte a questa eventualità. Non ci auguriamo succeda nulla ma dobbiamo essere pronti. Dobbiamo quantomeno prospettare un piano di intervento per un eventuale picco”.

“Non è poi ammissibile la mancanza di idonei DPI (dispositivi di protezione individuali), adducendo un esaurimento scorte da industria manufatturiera, o di una strutturazione di triage pre-ospedaliero, con ambulanze dedicate e spazi idonei ‘distinti e separati’ dai PS, che contrasti il fenomeno di accesso ‘spontaneo’ da parte di pazienti con sintomi respiratori per prevenire l’ovvio pericolo di diffusione del contagio in ambienti sovraffollati. Un solo malato ha fatto chiudere un ospedale ed ha contagiato cinque tra medici ed infermieri”, conclude Palermo.