L’editoriale di Federico Gelli Presidente della Fondazione Italia in Salute

Rendere pienamente operativa la legge sulla sicurezza delle cure

Pochi giorni fa è stata celebrata la prima Giornata nazionale sulla sicurezza delle cure e della persona assistita che cade in coincidenza con la giornata mondiale della sicurezza dei pazienti, promossa dall’OMS. La sicurezza delle cure è ormai un tema prioritario per i sistemi sanitari di tutto il mondo, in particolare per il nostro Paese che molto sta lavorando in questo senso, a cominciare dalla promulgazione in Parlamento della Legge 24/2017 sulla sicurezza delle cure e la responsabilità professionale degli operatori sanitari, durante la scorsa legislatura.

I dati a nostra disposizione ci dicono che, ad oggi, circa 1 paziente ospedalizzato su 10 va incontro a un evento avverso. Solo una minima parte comporta danni permanenti o morte. L’OCSE stima che il 6% delle giornate di degenza ospedaliera sia dovuto a eventi avversi derivati da attività̀ ambulatoriale e cure primarie e secondo l’OMS globalmente eventi avversi di questo tipo rientrano nelle prime 10 cause di morte e disabilità nel mondo. Tutto questo ci porta a dire che è necessario tenere alta la guardia e che bisogna implementare e rendere pienamente operativa la legge sulla sicurezza delle cure e la responsabilità professionale.

 

Sono molti gli strumenti messi in campo dalla legge 24/2017 e tra questi spiccano: l’istituzione dei Centri Regionali per la Gestione del Rischio sanitario, il potenziamento dell’Osservatorio Nazionale per il monitoraggio degli eventi avversi, l’organizzazione di un Sistema Nazionale per le Linee Guida.

 

Lo scorso aprile, come Fondazione Italia in Salute, abbiamo fatto il punto sullo  stato di attuazione della Legge 24/2017 a due anni di distanza dalla sua approvazione, nel corso di un convegno ospitato a Roma presso l’auletta dei gruppi parlamentari della Camera dei deputati.

In questa occasione abbiamo presentato i risultati di una nostra indagine. Si tratta dei primi passi di un percorso di ricercache però hanno permesso di rilevare un’importante azione di controllo del contenzioso e del fenomeno nella medicina difensiva nelle Regioni più evolute sulle strategie di risk management.

Risultati soddisfacenti si registrano dal punto di vista organizzativo riguardo l’istituzione dei Centri Regionali per la Gestione del Rischio sanitario. Sono infatti 13 le Regioni ad avere istituito il Centro mettendosi in regola con il dettato normativo.

 

Uno dei punti critici sui quali occorre intervenire con forza riguarda però quelle diseguaglianze a livello regionale che continuano a rimanere una falla nel sistema. Le Istituzioni dovrebbero dialogare tra loro e le Regioni porsi l’obiettivo di uniformare il più possibile l’organizzazione dei modelli di gestione del rischio sanitario e della sicurezza del paziente. Sarebbe inoltre più che opportuno rendere anche il cittadino edotto su questa materia coinvolgendolo attraverso informazioni più chiare, complete e facilmente accessibili.

 

Alla luce di tutto questo, rivolgo un appello al nuovo Governo affinché riesca in fretta ad emanare gli ultimi decreti attuativi sul tema assicurativo, fermi ormai da troppo tempo al Ministero dello Sviluppo Economico, in modo da rendere pienamente operativa la legge, a garanzia dei cittadini e per rendere al contempo più sereni i professionisti nello svolgimento del loro lavoro quotidiano.

 

Gli atti del convegno di Roma sono stati raccolti all’interno del primo volume della collana intitolata “I Quaderni della Fondazione Italia in Salute “. Il prossimo numero, a cui stiamo già lavorando, riguarderà il tema delle polizze RCT/RCO in Sanità e gli obblighi assicurativi trattati dal DM ex art. 10 della legge 24/2017. Non mancheranno nel prossimo futuro approfondimenti dedicati alle nuove frontiere della sicurezza delle cure e alle prospettive per i professionisti sanitari e le società scientifiche a proposito di questa delicata materia.

 

Quanto ai progetti di ricerca che vedranno impegnata la Fondazione, questi spazieranno da indagini sull’organizzazione della distribuzione regionale dei farmaci, mettendo a confronto diversi modelli onde valutarne efficienza e sostenibilità in risposta ai bisogni di salute dei cittadini, fino ad attività sperimentali per valutare l’applicabilità di sistemi di intelligenza artificiale in alcune realtà sanitarie.

 

Attualmente, inoltre, la Fondazione offre servizi di consulenza a supporto di soggetti istituzionali e para-istituzionali come ad esempio le società scientifiche, ma anche a soggetti privati come aziende che operano a vario titolo nel settore sanitario, per quanto riguarda la realizzazione di progetti di ricerca di interesse nell’ambito della sanità pubblica nonché attività di supporto tecnico, metodologico e di coordinamento alla progettazione, elaborazione, divulgazione di linee guida,  tra cui quelle rivolte alla pratica clinico-assistenziale e all’organizzazione dei servizi sanitari e socio-sanitari.

 

Infine, questi i prossimi appuntamenti della Fondazione in calendario che vi segnalo:

 

– al forum risk management a Firenze (che si terrà alla Fortezza da Basso dal 27 al 29 Novembre) con i risultati di una indagine comparativa sulle polizze RCT/RCO delle aziende sanitarie pubbliche su scala nazionale.

 

– al convegno dedicato alle Linee Guida che si terrà a Roma il 18 dicembre 2019 alla Sala Capitolare del Senato, per dare voce alle Società Scientifiche e creare un dialogo che riesca a contemperare i recenti indirizzi legislativi con le esigenze operative dei professionisti.