Le sfide per il diritto alla salute

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Legge contro aggressioni operatori sanitari, Gelli (FIIS) “Scritta pagina di civiltà”

Legge contro aggressioni operatori sanitari, Gelli (FIIS) “Scritta pagina di civiltà”

Approvato dal Senato il provvedimento che punisce le aggressioni contro gli operatori sanitari

“Finalmente, con il voto unanime al Senato, diventa legge il provvedimento che punisce ogni forma di aggressione contro gli operatori sanitari e sociosanitari. Una risposta doverosa alle troppe aggressioni e violenze che subiscono quotidianamente questi professionisti. Grazie a questa nuova norma ora tutti gli operatori potranno godere delle tutele previste per i pubblici ufficiali, come le procedibilità d’ufficio e l’inasprimento delle pene nel caso subiscano violenze, senza gli oneri e le responsabilità ulteriori connessi alla qualifica. Quella segnata oggi dal Parlamento è una bella pagina di civiltà. E’ infatti dovere delle istituzioni quello di salvaguardare l’incolumità di chi tutela le nostre vite ed il diritto alla salute sancito dall’art. 32 della Costituzione”. Così il presidente della Fondazione Italia in Salute, Federico Gelli, commenta l’approvazione definitiva da parte del Senato della legge contro le aggressioni ai danni degli operatori sanitari e sociosanitari.

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Igiene dell’ambiente e rischio di infezioni. Le nuove linee di indirizzo

Igiene dell’ambiente e rischio di infezioni. Le nuove linee di indirizzo

Il documento sul rischio correlato all'assistenza pubblicato sul portale del Sistema Nazionale Linee Guida

L’attuale emergenza legata all’epidemia di Covid-19 ha posto un ulteriore accento sull’importanza della prevenzione del rischio infettivo anche attraverso il controllo dei processi di sanificazione ambientale anche con l’introduzione di sistemi e metodiche innovative di comprovata efficacia ed efficienza in termini di costo-beneficio.

Alla luce di questa necessità, all’interno della sezione “Buone Pratiche Clinico-Assistenziali” del portale del Sistema Nazionale Linee Guida (SNLG) è stato pubblicato il documento “Linee di indirizzo sulla valutazione del processo di sanificazione ambientale nelle strutture ospedaliere e territoriali per il controllo delle infezioni correlate all’assistenza (ICA)” (scarica qui) come buona pratica clinico-assistenziale. Queste linee di indirizzo, sottoscritte dalle principali Società scientifiche ed Associazioni della Sanità italiana, rappresentano adesso un punto di riferimento anche per la responsabilità sanitaria per quanto riguarda indicazioni e raccomandazioni relative alla relazione tra igiene dell’ambiente e rischio di infezioni correlate all’assistenza. Si potranno così sviluppare strategie idonee a promuovere la prevenzione e gestione del rischio infettivo in ambiente sanitario ed in particolare ospedaliero, con l’obiettivo di ridurre l’incidenza di infezioni nosocomiali correlate all’assistenza e contenere l’uso di antibiotico terapia, nella prospettiva di incidere anche sul rischio di sviluppo di antibiotico resistenza.

Inoltre, esiste la necessità emergente per le Direzioni Sanitarie e le strutture socio-assistenziali di dare evidenza di utilizzo di sistemi, tecniche e metodiche di sanificazione ambientale riconosciuti per efficacia, sicurezza, impatto ambientale e contenimento dei costi. Queste linee di indirizzo, intendono suggerire criteri di valutazione e validazione della sanificazione degli ambienti assistenziali sia ospedalieri che territoriali in un’ottica di gestione e contenimento del rischio clinico correlato a processi di contaminazione microbica ambientale, proponendo modalità di controllo di processo, risultato ed esito. Nel documento si fa riferimento alla valutazione di tecniche e approcci innovativi, alla definizione dei percorsi paziente rischio-correlati ed alla misurazione di efficacia del processo produttivo introducendo il controllo microbiologico anche nelle aree a Medio Rischio come misura dell’esito finale di un processo di sanificazione attraverso specifici Indicatori di Risultato Microbiologico.

La pubblicazione sul portale come buona pratica clinico-assistenziale di queste linee di indirizzo come previsto dalla Legge 24/2017 meglio conosciuta come “Legge Gelli-Bianco”, implica che in caso l’evento si sia verificato a causa di imperizia, la punibilità viene esclusa quando sono rispettate le raccomandazioni previste dalle linee guida come definite e pubblicate ai sensi di legge ovvero, in mancanza di queste, le buone pratiche clinico-assistenziali.

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Legge Gelli, il problema della gestione della sinistrosità pregressa

Legge Gelli, il problema della gestione della sinistrosità pregressa

Su questo tema l'intervento di Giovanni Capanna gestore sinistri di Capanna Group Srl

Con l’entrata in vigore dei Decreti Attuativi della legge Gelli che prevedono una Assicurazione “obbligatoria” (nelle forme e termini previsti) per realtà sanitarie sia pubbliche che private, le stesse dovranno affrontare il problema della gestione della sinistrosità pregressa originata sia da forme di autoassicurazione totale che parziale (SIR). Crediamo che fornire delle soluzioni operative che agevolino tali strutture nel passaggio graduale da autoassicurazione (totale o parziale) a nuove forme di assicurazione, costituisce un valido supporto alle realtà sanitarie che manifesta la volontà di sostenere tali strutture evitando che “l’imposizione” dell’assicurazione possa essere interpretata in maniera fuorviante rispetto allo spirito della Legge.

Inoltre un strutturata analisi della sinistrosità pregressa con valutazione dei criteri di riservazione applicati (se presenti) ed eventuale revisione degli importi a riserva, porterà a produrre una “certificazione delle riserve” per ogni singola struttura; questa certificazione consentirà di avere un quadro dell’ammontare complessivo degli importi a riserva più imparziale ed attinente alla realtà ed anche di presentare tali dati in un eventuale bando di gara per una possibile copertura assicurativa. Prossimamente la tematica potrebbe essere approfondita con una proposta operativa che spazi dai criteri di analisi della sinistrosità pregressa a proposte operative di gestione della stessa attraverso eventuali forme di bonifica portafoglio sinistri etc.

Altro tema di interesse riguarda l’analisi specifica dei dati sulla sinistrosità MedMal a supporto delle competenze attuariali. Nella nostra ventennale esperienza di gestione sinistri MedMal in tutto il territorio nazionale, abbiamo sperimentato – soprattutto per il mondo assicurativo anglosassone – un approccio attuariale, di stampo prevalentemente statunitense, che non teneva in debito conto quanto segue:

a. Specificità del territorio dove avvengono i sinistri (che per esempio varia moltissimo da regione a regione ed anche da città a città)

b. L’ampia discrezionalità del giudice rispetto ad una decisione simile su un altro caso MedMal che non “costituisce un precedente” da applicare necessariamente come negli ordinamenti di Common Law e che di solito integra solo un orientamento giurisprudenziale.

c. Gli orientamenti giurisprudenziali favorevoli con particolare riferimento alle sentenze della Cassazione.

d. Capacità negoziale in fase stragiudiziale. Questa approssimazione sull’analisi della sinistrosità del mondo assicurativo anglosassone, ha portato ad una visione complessiva del rischio non conforme alla realtà che ha contribuito a determinare un processo di uscita, spesso frettoloso, dal rischio MedMal italiano.

Queste analisi sono state peraltro successivamente smentite dalla gestione che abbiamo svolto nei vari run-off per conto di Compagnie di Assicurazione che sono “uscite” dal rischio dimostrando che gli importi complessivi che erano stati messi a riserva (dopo le indicazioni dei loro attuari) erano generalmente sovrastimati rispetto agli importi effettivamente pagati. A questo riguardo, riteniamo che istituire un tavolo tecnico dove l’esperienza del Loss Adjuster si mette a servizio delle competenze attuariali, possa aiutare a costruire un modello di riferimento più attinente alla realtà anche ai fini di un approccio assicurativo più conforme alle reali esigenze dell’assicurato. E arriviamo così alla definizione delle modalità operative per dimostrare attinenza a linee guida.

Stabilire le modalità operative – anche processualmente valide – con cui il medico e la struttura possano dimostrare di essersi attenuti alle linee guida validate e pubblicate online dall’Istituto Superiore di Sanità, così come previsto dalla Legge Gelli. Tali modalità, permetterebbero una previsione normativa di più facile ed immediata applicazione consentendo realmente di decongestionare le richieste di risarcimento ed il possibile contenzioso. Per arrivare a questo occorre che i soggetti coinvolti adottino procedure certe e tracciabili che permetteranno loro sia di difendersi meglio sia di ottenere delle quotazioni assicurative più contenute per via della maggiore possibilità di respingere richieste infondate.

Giovanni Capanna Loss Adjuster (Gestore Sinistri) Capanna Group Srl

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Linee guida per la prevenzione e il controllo del COVID-19 nei luoghi di cultura.

Con  la “fase 2” dell’emergenza da Covid-19, ConfCultura mette a disposizione di musei e operatori un prontuario con le linee guida per la prevenzione del contagio, formulato dagli esperti della Fondazione Italia in Salute. Il documento, la cui redazione è stata curata da Fidelia Cascini, responsabile del Programma di Ricerca della Fondazione, è reso disponibile gratuitamente online da ConfCultura – associazione che aggrega le più importanti imprese private che si occupano della gestione e dello sviluppo dell’ecosistema culturale – e ha lo scopo di promuovere l’adozione di misure organizzative e comportamentali per contenere la diffusione del Covid-19 e operare in sicurezza nei luoghi di cultura quali musei, siti e parchi archeologici.

Il Quaderno della
Fondazione Italia in Salute

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I numeri del Servizio Sanitario Nazionale

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Quarant’anni fa, con legge del 1978, veniva istituito il Servizio Sanitario Nazionale, il primo servizio universalistico di garanzia delle cure voluto dal primo ministro della Salute donna, Tina Anselmi.

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L’incidenza della spesa sanitaria in Italiana sul PIL compresa la sanità privata nel 2018. La spesa pubblica rappresenta il il 6,6% del PIL

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I miliardi di euro per il costo nel 2018 del Servizio Sanitario Nazionale.

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Numero degli operatori della sanità (dato ragioneria generale dello stato 2016).

Fondazione Italia in Salute