Le sfide per il diritto alla salute

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Gelli: “Arcuri sbaglia, azzardato dire non c’è pressione sulle terapie intensive”

Gelli: “Arcuri sbaglia, azzardato dire non c'è pressione sulle terapie intensive”

Queste le parole di Federico Gelli, presidente della Fondazione Italia In Salute.

“Il Commissario all’emergenza Covid Domenico Arcuri sbaglia. Il picco di pazienti Covid in terapia intensiva nella prima ondata è stato non di “circa 7 mila” ma di 4.068, il 3 aprile. E dire che oggi non vi è pressione in questi reparti è un azzardo. Innanzitutto, come ripetuto più volte dagli stessi anestesisti rianimatori, non basta un singolo ventilatore per fare un posto di terapia intensiva. Detto questo, non si può non tenere conto anche del tasso di occupazione dei pazienti non Covid presenti in quei reparti.

Le altre patologie non sono scomparse per ‘magia’. Infine, va sottolineato che l’attivazione di circa 11.000 posti letto crea un problema: chi assisterà quei pazienti vista la carenza di specialisti? Come segnalato dall’Aaroi-Emac nelle scorse settimane, con gli attuali organici si riesce ad assistere circa 7.000 posti letto. Al crescere di questo numero rischiamo di avere un crollo nella qualità del servizio reso a queste persone.”

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Covid, Gelli “Non c’è più tempo da perdere, servono chiusure più decise per invertire rotta”

Covid, Gelli “Non c'è più tempo da perdere, servono chiusure più decise per invertire rotta”

Così il presidente della FIIS, commentando l'attuale sitauzione epidemiologica.

“Non possiamo più aspettare. Le chiusure prese con l’ordinanza della scorsa settimana fanno riferimento a dati fermi alla fine di ottobre. La situazione sta quotidianamente e progressivamente peggiorando in tutta Italia. In molte Regioni le terapie intensive, così come i pronto soccorso ed i ricoveri di area medica hanno sfondato da tempo la soglia critica. Si rischia di non riuscire più a curare non solo i pazienti Covid, ma anche quelli affetti da altre patologie. Rischiamo così dover vedere nei prossimi mesi un picco di mortalità anche per altre patologie.

Dobbiamo invertire subito la rotta. Servono chiusure ben più decise in tutto il Paese, non lasciamo inascoltato l’appello della FNOMCEO. Con questo ritmo di crescita dei contagi e dei ricoveri, non solo saltà totalmente il sistema di tracciamento, ma il nostro Servizio sanitario nazionale rischia a breve di non riuscire a reggere l’onda d’urto. Non possiamo permetterci di mandare in tilt gli ospedali. Servono immediatamente misure più rigorose che coinvolgano l’intero Paese, prima che sia troppo tardi”, conclude Gelli.

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Covid, Gelli “Siano resi noti integralmente i dati del monitoraggio settimanale”

Covid, Gelli “Siano resi noti integralmente i dati del monitoraggio settimanale”

Il presidente della FIIS: "Serve rendere trasparenti le scelte sulle aree 'rossa' ed 'arancione'”

“I dati dei bollettini giornalieri sui contagi, così come quelli sull’occupazione di posti letto sia di terapia intensiva che di area non critica, ci restituiscono un quadro allarmante dell’attuale situazione epidemiologica. Quasi metà Paese è al di sopra della soglia critica. Le nuove strette imposte dal Governo non solo sono necessarie, ma con ogni probabilità dovevano essere adottate già nelle precedenti settimane. A questo punto è però essenziale rendere noti in maniera integrale i dati del monitoraggio settimanale in modo da rendere trasparenti le scelte sulle regioni da porre nelle aree ‘rossa’ ed ‘arancione'”. Così Federico Gelli, presidente della Fondazione Italia in Salute, ha commentato il nuovo Dpcm illustrato ieri dal premier Giuseppe Conte.

“Le polemiche sull’ordinanza firmata dal ministro Speranza, sollevate questa mattina sia dai presidenti delle Regioni oggetto delle maggiori restrizioni che dall’opposizione in Parlamento, rischiano di alimentare una spaccatura nel Paese che potrebbe avere importanti ripercussioni in un momento così delicato. Dal momento che le chiusure incidono in maniera importante sulla vita delle persone, il presupposto a questo genere di scelte non può che essere la massima trasparenza dei dati per fugare ogni dubbio e non alimentare una pericolosa cultura del sospetto”, prosegue Gelli. “È di buon auspicio la notizia di una tempestiva informativa da parte del Ministro Speranza già domani a Montecitorio. Mi auguro che, quanto prima, si faccia chiarezza anche sul monitoraggio settimanale rendendo accessibili a tutti quei dati inviati dalle Regioni alla Cabina di regia”, conclude Gelli

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Linee guida per la prevenzione e il controllo del COVID-19 nei luoghi di cultura.

Con  la “fase 2” dell’emergenza da Covid-19, ConfCultura mette a disposizione di musei e operatori un prontuario con le linee guida per la prevenzione del contagio, formulato dagli esperti della Fondazione Italia in Salute. Il documento, la cui redazione è stata curata da Fidelia Cascini, responsabile del Programma di Ricerca della Fondazione, è reso disponibile gratuitamente online da ConfCultura – associazione che aggrega le più importanti imprese private che si occupano della gestione e dello sviluppo dell’ecosistema culturale – e ha lo scopo di promuovere l’adozione di misure organizzative e comportamentali per contenere la diffusione del Covid-19 e operare in sicurezza nei luoghi di cultura quali musei, siti e parchi archeologici.

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I numeri del Servizio Sanitario Nazionale

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Quarant’anni fa, con legge del 1978, veniva istituito il Servizio Sanitario Nazionale, il primo servizio universalistico di garanzia delle cure voluto dal primo ministro della Salute donna, Tina Anselmi.

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L’incidenza della spesa sanitaria in Italiana sul PIL compresa la sanità privata nel 2018. La spesa pubblica rappresenta il il 6,6% del PIL

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I miliardi di euro per il costo nel 2018 del Servizio Sanitario Nazionale.

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Numero degli operatori della sanità (dato ragioneria generale dello stato 2016).

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